L’incanto del tempo ritrovato: perché leggere "In uno specchio, in un enigma"
di Jostein Gaarder (anche dopo Natale)
L’incanto del tempo ritrovato: perché leggere "In uno specchio, in un enigma"
di Jostein Gaarder (anche dopo Natale)
📖In uno specchio, in un enigma
✍Jostein Gaarder
Esistono libri che non seguono le regole del marketing o le scadenze delle novità editoriali. Sono quei volumi che restano in attesa, pazienti, negli angoli meno illuminati delle nostre librerie. Recentemente, mentre cercavo una lettura che desse un senso a questo gennaio così silenzioso, mi è caduto l'occhio su una costa leggermente usurata.
Era "In uno specchio, in un enigma" di Jostein Gaarder. Pubblicato originariamente nel 1993 (edito in Italia da Longanesi nel 1994), questo libro era lì, con le pagine piacevolmente ingiallite e quel profumo di carta che ha vissuto. Ho deciso di farmi un regalo: l'ho sfilato dallo scaffale e mi sono concessa il lusso di sfogliarlo senza fretta.
In un’epoca di uscite frenetiche, riscoprire un classico contemporaneo è un atto di resistenza poetica.
La storia si svolge nei giorni che precedono il Natale, ma la sua eco risuona in qualsiasi momento dell'anno. La protagonista è Cecilie, una bambina costretta a letto da una grave malattia. Mentre il resto della famiglia è impegnato nei preparativi natalizi al piano di sotto, Cecilie riceve una visita inaspettata: Ariel, un angelo curioso e un po' goffo, che si siede ai piedi del suo letto.
Tra i due nasce un patto straordinario: uno scambio di segreti. Cecilie spiegherà ad Ariel cosa significa essere una creatura di carne e ossa — provare il freddo della neve, il sapore di una mela, il brivido di un’emozione — e l'angelo svelerà a lei i misteri dell'eternità e del cosmo.
Perché questo libro, nonostante gli anni, continua a essere così magnetico? La risposta risiede nei suoi topes narrativi, che Gaarder maneggia con una maestria quasi magica:
The Heavenly Visitor (L'Incontro con il Divino) 👼: Ariel non è un angelo stereotipato. È uno specchio attraverso cui noi lettori torniamo a interrogarci su ciò che diamo per scontato. Questo incontro tra l'umano e il trascendente trasforma la camera di una bambina in un palcoscenico universale.
Winter Sanctuary (Il Rifugio Invernale) ❄️🏠: C’è qualcosa di profondamente cozy e protettivo nell’ambientazione. La stanza di Cecilie diventa un microcosmo caldo e sicuro mentre fuori infuria l’inverno. È la perfetta "coccola" letteraria per chi cerca introspezione.
Philosophical Journey (La Riscoperta dei Sensi) 🌌: Il libro ci invita a guardare il mondo con occhi nuovi. Attraverso le domande di Ariel, riscopriamo il trope del "meraviglioso nel quotidiano". Ogni pagina è un invito a celebrare la vita, anche e soprattutto nelle sue fragilità.
Non lasciatevi ingannare dal fatto che Natale sia passato. Questo libro non parla di festività, ma di presenza. È la lettura perfetta per questo periodo dell'anno, quando l'euforia delle feste scema e sentiamo il bisogno di ritrovare noi stessi.
Le pagine ingiallite che ho sfogliato mi hanno ricordato che le storie migliori sono come il buon vino: maturano, si caricano di significati nuovi e aspettano solo il momento giusto per essere stappate.
Se cercate una narrazione sentimentale, profonda e capace di farvi guardare allo specchio con occhi diversi, recuperate questo gioiello di Gaarder. Non importa se la copia che troverete sarà un po' polverosa: il tesoro è tutto all'interno.
Editore : TEA
Data di pubblicazione : 16 gennaio 2020
Lingua : Italiano
Lunghezza stampa : 160 pagine
ISBN-10 : 8850256027
ISBN-13 : 978-8850256020
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