Oggi, 2 febbraio, mentre le mie montagne marsicane si stringono nel gelo di inizio Febbraio, celebriamo la Candelora. Non è solo una data sul calendario, ma un'atmosfera palpabile, un'antica soglia tra il buio e la luce. Dalle mie parti, le tradizioni sono radici profonde: si narra che l'orso esca oggi dalla tana per presagire la durata dell'inverno, e il proverbio popolare ancora ammonisce: "Candelora, dall'inverno siamo fora, ma se piove o tira vento, nell'inverno siamo dentro."
È proprio in questo scenario intriso di attesa e transizione che ho riletto "L'Arminuta" di Donatella Di Pietrantonio, un romanzo che respira questa stessa terra e incarna perfettamente lo spirito della rinascita dopo il buio.
"L'Arminuta": la trama di uno sradicamento profondo
Al centro de "L'Arminuta" (la "ritornata" in dialetto abruzzese) c'è uno strappo violento. Una ragazzina di tredici anni, abituata a una vita agiata in città, tra lezioni di danza e l'affetto di genitori che credeva suoi, viene improvvisamente "restituita". Senza preavviso, con una valigia e una scarpa che le va stretta, si ritrova sulla soglia di un'altra casa: quella della sua famiglia biologica, di cui ignorava l'esistenza.
Passa così da un mondo protetto a una realtà rurale, povera e arcaica, fatta di dialetto stretto, fatiche quotidiane e fratelli sconosciuti. È la storia di un ritorno forzato alle radici, dove l'unica bussola è il desiderio feroce di appartenere a qualcuno. Una bambina abbandonata due volte, costretta a navigare nel buio dell'ignoto, cercando tra le macerie della sua identità una luce che le permetta di chiamare qualcuno, finalmente, "madre".
Perché "L'Arminuta" è la lettura ideale per la Candelora?
Il legame tra la tradizione della Candelora e questo romanzo è sorprendentemente profondo, toccando tematiche universali e attualissime.
Il Rito del passaggio e la trasformazione: Come la Candelora celebra il passaggio dall'inverno alla primavera, così l'Arminuta vive un passaggio traumatico e iniziatico. È la storia di una bambina che rinasce, trovando una nuova identità in un ambiente che inizialmente le è ostile. Una potente metafora del superamento delle avversità.
La Luce nella maternità negata: Le candele benedette oggi sono simbolo di protezione e purificazione. La scrittura della Di Pietrantonio accende una luce cruda e veritiera su una "verità dolorosa": non sempre chi ci dà la vita sa o può amarci. Il libro esplora il tema della maternità negata e dell'amore filiale in modo viscerale, spingendo il lettore a riflettere sul significato profondo di famiglia.
Resilienza e radici abruzzesi: L'Abruzzo non è solo uno sfondo, ma diventa un personaggio del romanzo. Il paesaggio aspro e la cultura rurale riflettono la forza d'animo della protagonista. La sua capacità di adattamento e la sua ricerca di radici risuonano con il nostro bisogno contemporaneo di trovare un'ancora in un mondo in costante mutamento.
Uno stile scarno e un' emozione pura.
Donatella Di Pietrantonio non concede nulla al superfluo. La sua prosa è scabra, essenziale, quasi tagliente, ma capace di scavare fino all'osso dell'emozione:
Economia verbale: Ogni parola ha un peso specifico, come pietre di un muro antico. I dialoghi sono ridotti all'essenziale, ma carichi di significato, lasciando che siano i gesti e i silenzi a parlare.
Linguaggio ibrido: Il dialetto abruzzese si mescola all'italiano, creando un lessico dell'abbandono e dell'appartenenza che rispecchia la frammentazione identitaria della protagonista. Questa scelta stilistica immerge il lettore in una realtà autentica e palpabile.
La sorellanza come Luce: Tra le ombre di questa nuova vita, c'è una piccola luce che brilla più delle altre: Adriana. Un fiore selvatico cresciuto tra le pietre, una sorella mai conosciuta che diventa l'unico appiglio contro il naufragio. Insieme imparano che la famiglia non è solo quella dove nasci, ma quella che ti sceglie ogni giorno nel silenzio di un letto condiviso. È un legame di sangue e di spirito, potente e commovente.
3 Citazioni da "L'Arminuta" che lasciano il segno.
Perché un romanzo si incida nell'anima, spesso bastano poche parole. Ecco tre passaggi che racchiudono l'essenza de "L'Arminuta":
"Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo più a chi appartenere. Mi consideravo ancora figlia di quella madre, ma non ero più niente per lei."
"Sua sorella Adriana era un fiore selvatico cresciuto tra le pietre. Mi ha insegnato che ci si può salvare anche quando non si ha un posto dove stare, a patto di avere qualcuno che ti stringe la mano nel buio."
"La sventura è un’abitudine, la prima che si impara. Ti entra nelle ossa e non ti lascia più, ma ti insegna a guardare il mondo per quello che è: una terra avara che però ti permette di restare in piedi."
La ricerca della luce in un mondo reale.
"L'Arminuta" non è solo un libro, è un'esperienza. Leggerlo oggi, nel giorno della Candelora, significa intraprendere un viaggio nel profondo dell'animo umano, dove la fragilità e la forza convivono. Ci spinge a chiederci: cosa resta di noi quando ci tolgono tutto ciò che credevamo di essere? E come si trova la propria luce quando le ombre sembrano inghiottirci?
Questo romanzo è un inno alla resilienza, alla ricerca di un posto nel mondo e alla scoperta che l'amore può nascere anche tra le crepe più profonde. Un'opera che ogni appassionato di letteratura italiana contemporanea dovrebbe leggere.
📚 Scheda Tecnica del Libro
Genere: Narrativa Contemporanea Italiana: Un pilastro della letteratura recente (Premio Campiello 2017).
Coming-of-age (Romanzo di formazione): Segue la crescita psicologica forzata della protagonista.
Dramma Familiare: Esplora le dinamiche tossiche e salvifiche dei legami di sangue.
Tropes (Temi narrativi ricorrenti):
Found Family (Famiglia scelta): La protagonista trova il vero legame non in chi l'ha generata o cresciuta, ma nella sorella Adriana.
Return to Roots (Ritorno alle origini): Il viaggio forzato verso una realtà arcaica e rurale che sembrava dimenticata.
Secret Past (Passato misterioso): Il mistero che aleggia sul motivo per cui la bambina è stata "restituita".
Class Gap (Divario sociale): Il violento contrasto tra la vita borghese della città e la povertà cruda della campagna abruzzese.
Sisterhood (Sorellanza): Il legame viscerale tra sorelle come unica ancora di salvezza.